PRODUZIONI USA PREVISTE IN RIBASSO, E I PREZZI?

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Negli USA è tempo di stimare le produzioni agricole e l’U.S.D.A.-United States Department of Agriculture puntualmente pubblica i dati relativi a semine e stime di produzione, che influenzano in modo importante il mercato delle commodities e i relativi prezzi.
L’ultimo rapporto è stato reso pubblico lo scorso 11 giugno e il dato principale riguarda la rimanenza di frumento al 1 giugno 2020, prevista a 1.072 miliardi di bushels, in calo del 2,7% rispetto al 2018-19. Si tratta della rimanenza più bassa dal 2016, comunque in linea con la media dell’ultimo quinquennio.
Per calcolare questa cifra si è tenuto conto di alcuni fattori essenziali: 1) la produzione di frumento USA 2019, stimata in aumento di 0,1% rispetto al 2018 ma inferiore del 6% alla media degli ultimi 5 anni; 2) l’uso alimentare del frumento, in leggero aumento, e 3) la domanda dell’industria mangimistica, che in un anno si è quasi triplicata.
La conseguenza è un incremento del prezzo nelle ultime settimane, che secondo USDA riflette una decisa tendenza al rialzo dei futures, influenzati anche dalla previsioni sul mais, sempre riferite al 2020.
Infatti, nello stesso rapporto il Dipartimento dell’Agricoltura prende atto del calo di superfici e successive produzioni di mais negli USA, nonché di un probabile calo della qualità della granella, causa il perdurante clima piovoso e le previsioni negative a breve termine, che stanno riducendo anche l’ettarato a soia.
Secondo USDA, le semine di mais ai primi di giugno erano ferme a poco più del 60%, con rischio di perdere ben 6 milioni di acri (!), e non va meglio per la soia, bloccata a meno del 70% della superficie prevista.
“La peggior stagione di sempre” è stata definita questa primavera americana e i danni potrebbero essere irreversibili, dato che ormai molti agricoltori pensano di rinunciare comunque a seminare per l’impossibilità di accedere ai terreni. Intanto i prezzi salgono.
Situazione un pò diversa per il grano duro: le stime di I-G.C.-International Grain Council parlano di una produzione mondiale 2019-20 in possibile calo del 4,2%, causa gli andamenti negativi in Canada (-8,8%), EU (-2,3%) e soprattutto in nord Africa (mediamente -25%), ma con stock finali in leggero aumento. Di conseguenza i prezzi sono previsti fermi sino a inizio estate, con aumenti modesti possibili tra il prossimo autunno e inverno.

 

 

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