PIANTE SANE PER UN MONDO SANO

Un mondo sano ha bisogno di piante sane. Tradotto: la sanità delle piante coltivate è la base della sicurezza alimentare ed è strettamente connessa alla salute umana, animale ed ambientale. Al contrario, piante infette da patogeni vari hanno effetti negativi sulle scorte alimentari e possono indurre epidemie, oltre a minare la sicurezza degli approvvigionamenti. Da qui possono derivare rischi di malnutrizione e conseguente instabilità sociale, come si è verificato anche in tempi recenti in alcune aree sfavorite.

Questo, in sostanza, il pensiero guida di IPPC-International Plant Protection Convention, un’istituzione intergovernativa fondata nel 1951 sotto l’egida della FAO, per proteggere dai patogeni le piante, i prodotti agricoli e le risorse naturali del mondo. E’ finanziata da vari paesi e organismi, tra cui EU e USA, ma anche Argentina, Giappone, UK, FAO e vari altri. Il 12 maggio è stato scelto come Giornata internazionale per salute delle piante, per sensibilizzare e intervenire per preservare la salute delle piante, degli animali, degli esseri umani e dell’ambiente.

Il Rapporto 2024

Il Rapporto Annuale 2024 di IPPC fornisce una panoramica dei principali risultati raggiunti dal Segretariato nell’anno, nonché dei progressi verso il raggiungimento del Quadro Strategico. Il rapporto illustra lo stato di amministrazione, definizione degli standard, attuazione, partnership e comunicazione. Nel 2024 sono stati implementati alcuni importanti progetti, come Africa Phytosanitary Programme, per un totale di oltre 1.200.000 dollari. Non moltissimo, se pensiamo a quanto si spende in armamenti, ma comunque una cifra significativa. Il 2024 è considerato un anno di successo per la comunità IPPC. Grazie al forte supporto di tutti gli finanziatori, il Segretariato ha fornito i suoi servizi e ha servito i suoi destinatari a livello globale, regionale e nazionale. Tra gli altri, il Rapporto cita l’adozione di modifiche agli standard delle Norme internazionali per le misure fitosanitarie; l’adozione di raccomandazioni riguardanti i container via mare; i termini di riferimento per l’istituzione di due gruppi di discussione sul coordinamento della ricerca fitosanitaria globale e sulle reti di laboratori diagnostici. Oltre 7 milioni e mezzo di certificati fitosanitari sono stati rilasciati tra i 93 paesi convenzionati, a garanzia della sanità di merci e sementi commercializzate a livello globale.

Attenzione all’e-commerce

Tra i vari progetti in corso d’opera e allo studio, una particolare attenzione è rivolta alla gestione dei rischi di diffusione dei patogeni potenzialmente causata dal commercio di beni, come sementi e piantine, tramite il web. Sono sempre più numerosi i siti e i social, vedi Instagram, che offrono questi materiali. Chiunque può ordinare e ricevere i beni tramite la posta o i corrieri, Amazon in testa, come recentemente pubblicizzato anche in televisione. E’ un settore commerciale in espansione, che per ora riguarda principalmente le specie da orto o ornamentali. La polverizzazione di offerta, da molti paesi, e domanda rende molto difficile il controllo fitosanitario del materiale oggetto della commercializzazione. Di conseguenza, vi è un’alta potenzialità di diffusione di varie patologie, dribblando le normative in materia, spesso ignorate sia da venditori che da acquirenti.

IPPC nel 2023 ha pubblicato una Guida per la gestione del rischio. Fornisce indicazioni pratiche per migliorare la cooperazione e la collaborazione con le principali parti interessate coinvolte nelle catene di fornitura dell’e-commerce, tra cui le amministrazioni doganali nazionali, gli operatori postali, i servizi di corriere, le piattaforme di e-commerce e il pubblico in generale. Da un lato si cerca di sviluppare un’azione di controllo sui canali di distribuzione, monitorando il materiale in movimento, grazie anche alle nuove tecnologie. Occorre poi sensibilizzare i consumatori ad effettuare acquisti reponsabili, da venditori qualificati e nell’ambito della legalità. Una serie di azioni di assoluta importanza, che devono coinvolgere i governi e l’intera filiera commerciale.

12/05/2025

Franco Brazzabeni