Studiare le tendenze alimentari e la loro evoluzione è quanto meno doveroso, ma in effetti necessario, per tutti gli attori dei sistemi produttivi. L’industria di trasformazione e la grande distribuzione devono conoscere ciò che i consumatori chiedono, e di conseguenza anche tutto ciò che precede tali passaggi: settore sementiero, agricoltori, produttori di mezzi tecnici. La materia è complessa e affascinante, perchè varia, abbastanza rapidamente, con il tempo, ma anche all’interno delle diverse generazioni e classi sociali.
Una recente ricerca svolta da Nourish, società canadese specializzata in marketing del cibo, illustra le nuove tendenze che i consumatori stanno manifestando. Sembra che, dopo un’ubriacatura di digitale, algoritmi e proposte patinate, si noti il germe di un ritorno all’autenticità. Meno virtualità, più contatti umani. Questo desiderio si estende alla produzione, al commercio e al consumo degli alimenti, attraverso alcune tendenze destinate a trasformare il settore alimentare e delle bevande nei prossimi anni.
Intelligenza artificiale, pro e contro
L’IA può aiutare a programmare la spesa, ma priva del piacere dell’esplorazione. Da un’indagine emerge che oltre il 70% delle persone (soprattutto le più giovani) oggi è indirizzato all’acquisto di un particolare alimento dai social media. I marchi del settore dovranno tenerne conto, sfruttando l’intelligenza artificiale, ma anche aprendo la comunicazione all’interazione umana.
Isolamento e cibo
Siamo sempre più connessi ma sempre più soli. La pandemia ha fortemente accentuato il senso di solitudine. Condividere il cibo favorisce i legami emotivi e gli eventi incentrati sulla comunità offrono percorsi per riconnettersi. In questo contesto i marchi alimentari e chi li distribuisce sono chiamati a cucirsi un ruolo di catalizzatori sociali piuttosto che di semplici fornitori, per attirare la fedeltà di consumatori sempre più affamati di connessioni reali. Per esempio, alcuni supermercati stanno sviluppando strategie per coltivare relazioni tra i clienti, come le corsie a scorrimento lento o “slow checkout”, dove si può conversare senza fretta.

Ritorno ai cibi tradizionali
In tempi recenti l’attenzione di molti consumatori si è focalizzata su un singolo nutriente, per esempio gli alimenti proteici, o senza glutine. Ora questa tendenza si sta modificando, cedendo il passo a una concezione del cibo più ampia ed equilibrata. Finalmente si guarda di più ai benefici multifunzionali e sempre meno ai prodotti monouso. Pertanto, è prevista una crescita dei marchi che offrono cibi tradizionali e di qualità, invece di prodotti ultraprocessati.
Con l’intensificarsi delle informazioni, non raramente contradditorie, sui nuovi alimenti (ad esempio la carne sintetica), sempre più consumatori stanno perdendo fiducia verso gli alimenti ultraprocessati e sulle loro implicazioni per la salute. Trasparenza, chiarezza e messaggi autentici sono oggi essenziali per ricostruire il rapporto tra industria e clienti. Presentare i prodotti con un’etichettatura onesta permetterà di distinguersi in un mercato sempre più scettico.
Parola d’ordine: autenticità
I consumatori si stanno ribellando al marketing troppo elaborato, rivolgendosi a prodotti che manifestano autenticità. Così la comunicazione intelligente non teme di presentare anche le “imperfezioni” di un alimento, tipiche di un processo artigianale. Conoscere la storia di un prodotto, la sua origine, chi l’ha preparato e come, è sempre più riconosciuto come un valore. Si è disposti a pagare anche un prezzo superiore se un articolo provoca emozione.
Cibo, salute e bellezza
Il legame tra cibo e benessere si sta rafforzando. Molti consumatori, soprattutto quelli dell’ultima generazione, percepiscono un rapporto tra la dieta e la salute. Non solo, anche la bellezza è vista come un effetto positivo dei cibi funzionali, quelli con componenti fisiologicamente attivi come fibre o vitamine. Ritorna il concetto di cibo tradizionale e semplice, come frutta, verdura, cereali integrali. I marchi che puntano su alimenti gustosi, ma anche nutrienti e che concorrono al benessere e alla bellezza, per esempio di pelle e capelli, sono destinati ad ampliare la loro quota di mercato nel prossimo futuro.
Autenticità, trasparenza, valori umani saranno, e già sono, le chiavi della comunicazione in campo alimentare. Guardando attentamente la pubblicità di diversi prodotti, si può già notare l’uso di questi valori per attrarre e fidelizzare i consumatori.
12/01/2026
Franco Brazzabeni
