UE-MERCOSUR, UN ACCORDO MOLTO DISCUSSO

Il termine Mercosur in tempi recenti è comparso frequentemente sulla stampa specializzata. I media generalisti ne parlano poco o nulla, ma in realtà è un argomento che interessa da vicino noi europei. Infatti è stato firmato un ampio accordo commerciale con l’Unione Europea.

Il Mercosur (Mercato Comune del Sud) è un’organizzazione regionale istituita nel 1991 da Argentina, Brasile, Paraguay e Uruguay. Coinvolge altri paesi sudamericani come Bolivia (in attesa di ratifica), Venezuela (sospeso) e membri associati come Cile, Perù, Colombia ed Ecuador. In pratica, la sesta economia più grande del mondo, con una popolazione totale di 270 milioni di persone. Il Mercosur mira a rafforzare economicamente tali paesi membri, attraverso la riduzione delle barriere commerciali, per instaurare un mercato comune,  facilitare il libero scambio di beni, servizi e capitali, e coordinare le politiche economiche.

Fonte: xpert.digital

I rapporti UE-Mercosur

L’Unione Europea è il secondo partner del Mercosur dopo la Cina, con il 17% degli scambi totali nel 2024. Allo stesso tempo, il Mercosur è il decimo partner commerciale dell’Europa. La UE esporta principalmente automobili, macchinari, prodotti chimici e farmaceutici, mentre dal sud America arrivano prodotti agricoli e minerali (tra cui gli strategici componenti chiave per le batterie delle auto), pasta per carta e carta. Il Brasile è di gran lunga il referente principale, essendo coinvolto nell’80% del flusso di merci. Il valore degli scambi tra i due blocchi nel 2024 ha raggiunto quota 111 miliardi di euro, in pratica equamente suddivisi. Dal 2014 al 2024 tali movimenti sono aumentati del 36%, ma in modo diseguale tra import (+50%) ed export (+25%).

Nel dicembre 2024, dopo 20 anni di trattative, è stato approvato un accordo, da molti definito storico, tra UE e Mercosur. Tale intesa, attualmente in fase di firma,  prevede tra l’altro l’eliminazione bilaterale di oltre il 90% dei dazi, che oggi toccano il 55% per alcuni prodotti. Apparentemente un fatto positivo per la nostra economia. Il taglio delle tariffe doganali interessa infatti anche prodotti alimentari come il cioccolato e gli alcolici e potrebbe quindi rappresentare una nuova opportunità per articoli, come il vino, attualmente penalizzati dai dazi imposti dagli USA. Si potrebbero aprire per le imprese europee opportunità di appalti in America latina. Non solo: si potrebbero attuare strategie di friendshoring, in altri termini una delocalizzazione di produzioni in paesi “amici”, per garantire maggiore sicurezza e resilienza delle forniture, specialmente per beni strategici. In realtà l’accordo non è limitato ad aspetti commerciali. Vi sono clausole volte a tutelare i diritti dei lavoratori, la tutela dell’ambiente (leggi deforestazione) e la cooperazione in materia di sicurezza alimentare e perfino di benessere animale.

Sono previste “clausole di salvaguardia bilaterali” a garanzia dei settori produttivi sensibili. In pratica, se le importazioni di alcuni prodotti agricoli dal Mercosur dovessero causare turbative nel mercato europeo o in quelli locali, la UE potrà sospendere temporaneamente le agevolazioni tariffarie.

Italia e Francia perplesse

La Francia, in particolare, ha sempre manifestato forti dubbi sulla convenienza dell’accordo, in virtù della politica protezionistica verso le proprie tipicità. Le clausole di salvaguardia previste sono ritenute insufficienti e si teme un’influenza negativa sul mercato interno, dato che la legislazione europea è molto più severa e restrittiva in materia di fitofarmaci e protezione dell’ambiente. Anche l’Italia inizialmente aveva espresso perplessità sulla firma definitiva dell’accordo, una volta tanto in armonia con i cugini transalpini. Successivamente, a fronte di ampie concessioni economiche della UE a favore degli agricoltori, ha dato parere positivo alla firma.

L’accordo EU-Mercosur è un’opportunità importante, ma coinvolge settori diversi con finalità e strategie diverse, se non addirittura contrastanti. Volendo semplificare, si può dire: da un lato gli interessi dell’industria, dall’altro quelli del settore agroalimentare, ma in realtà la situazione è più complessa. La speranza è che l’agricoltura non venga sacrificata per altri, sia pur importanti, interessi.

Immagine di copertina: fonte https://policy.trade.ec.europa.eu/

20/01/2026

Franco Brazzabeni