L’uscita dell’Annuario dell’agricoltura italiana rappresenta una tradizione ormai consolidata. Quella del 2024 è la 78^ edizione redatta dal CREA-Consiglio per la Ricerca in Agricoltura e l’Analisi dell’Economia Agraria. L’Annuario è una fotografia completa e approfondita del nostro sistema agroalimentare, attraverso l’esame dello stato e delle evoluzioni in corso nel settore.
Dai molti numeri presentati esce un sistema agroalimentare vivace e in crescita sotto vari aspetti, nonostante le inquietudini che sia il mondo agricolo che quello industriale hanno recentemente vissuto. Una politica agricola comune da molti ritenuta non all’altezza dei suoi obiettivi (il principale: garantire un reddito equo agli agricoltori), le anomalie climatiche, le guerre commerciali (dazi ed altro) e militari, la conseguente volatilità dei mercati, sono solo alcune delle variabili che negli ultimi tempi hanno inciso pesantemente su produzioni e fatturati. Nonostante tutto questo, il sistema agroalimentare italiano ha dimostrato resilienza e capacità di reazione, pur in un’ampia diversità di situazioni.

Numeri incoraggianti
Nel 2024 il settore ha realizzato un fatturato di 700 miliardi di euro, in aumento del 3,5% rispetto all’anno precedente. Tale cifra rappresenta il 15% di quello complessivo dell’economia nazionale. Una posizione tutt’altro che secondaria. Il giro d’affari ha le sue colonne in agricoltura, industria alimentare e delle bevande, che insieme rappresentano il 40% del totale e occupano 2 milioni di persone. In difficoltà invece la silvicoltura e la pesca.
La produzione agricola e il suo valore aggiunto sono in aumento, rispettivamente del 2,5% e del 12%, grazie in particolare alla diminuzione dei costi di produzione, dopo le impennate degli anni precedenti. Di fatto, l’agricoltura italiana è la terza dell’Unione Europea, dietro solo a Francia e Germania, ma è la prima per il valore aggiunto. La bioeconomia, il modello produttivo basato su innovazione, decarbonizzazione e pratiche rigenerative, in Italia rappresenta il 10% dell’economia nazionale.
L’industria alimentare e delle bevande ha goduto di un aumento del 3% della spesa, grazie anche a un recupero dei consumi extra casalinghi.
Note molto positive arrivano anche dal commercio estero. Le esportazioni sono cresciute del 8,7%, toccando la quota record di 68,5 miliardi di euro. Tale cifra rappresenta oltre il 70% dell’export nazionale, grazie soprattutto a specialità del Made in Italy, come vino, olio, formaggi e prodotti dolciari. Considerato che le importazioni sono cresciute più lentamente, la bilancia agroalimentare italiana è tornata positiva, con un surplus di 433 milioni di euro nel primo semestre del 2024.
Il quadro di ripresa del settore è completato da un dato non presente nell’Annuario. Nel 2024 il reddito agricolo medio in Italia è cresciuto del 9,2%, contro una media Ue del +0,9%.
I motivi della crescita
I numeri positivi del 2024 trovano origine in diversi fattori. Certamente non si tratta di casualità, ma di circostanze favorevoli e interventi mirati. Come detto, la diminuzione dei costi dei mezzi tecnici, fertilizzanti ed energia in primis, unitamente alla stabilizzazione dei prezzi alla produzione, hanno dato ossigeno alle imprese, contribuendo alla ripresa del reddito.
Il sostegno pubblico, quantificato in 13,6 miliardi, ha operato in varie direzioni, soprattutto a difesa del reddito agricolo, per favorire l’inserimento dei giovani e quindi il ricambio generazionale, e a supportare gli effetti dei cambiamenti climatici, con assicurazioni agevolate e fondi di mutualità.
Un capitolo a parte merita il PNRR (Piano nazionale di ripresa e resilienza). Si tratta di una serie inedita di interventi concepiti a livello europeo per rilanciare l’economia dopo il Codid-19 e al tempo stesso favorire il rinnovamento strutturale, attraverso digitalizzazione, transizione ecologica, inclusione. Come si suol dire: trasformare una minaccia in un’opportunità. Un insieme di interventi che nel 2025 ha toccato i 9 miliardi, favorendo anche l’efficientamento energetico e i contratti di filiera.
Il 2024, alla luce dei dati esposti sull’Annuario del CREA, si può considerare un anno di consolidamento per il nostro settore agroalimentare, in attesa di affrontare le sfide del prossimo futuro: aumentare la competitività, favorire il ricambio generazionale, insistere nella transizione digitale ed ecologica.
20/01/2026
Franco Brazzabeni
Foto di copertina fonte: CREA.
