Da sempre l’agricoltura è un’attività a rischio. Ai tradizionali fattori che limitano la redditività degli imprenditori agricoli (produttività e andamento dei mercati), oggi si sono aggiunti nuovi elementi. I cambiamenti climatici e l’instabilità geopolitica, la crescente diffusione di patologie animali e vegetali. oltre ad eventi eccezionali come la pandemia, rappresentano una concreta minaccia all’attività agricola e alla sicurezza alimentare. Un’ulteriore sfida per il settore.
Il World Bank study on agricultural risk management, recentemente pubblicato, è riferito all’Unione Europea ed esamina l’utilizzo e l’efficacia degli strumenti di gestione del rischio nei vari Stati membri, evidenziando le sfide e le opportunità. Offre un’analisi dettagliata degli attuali sviluppi politici e formula raccomandazioni sulle azioni che potrebbero essere ulteriormente sviluppate.
Il clima
Dall’inizio degli anni 2000 l’agricoltura europea è interessata da un aumento dei rischi legati agli andamenti climatici, in particolare alla siccità. Quest’ultima è responsabile della metà dei danni causati dal clima. Oltre il 60% dei terreni agricoli nell’Europa meridionale è considerato ad alto rischio di desertificazione a causa di siccità prolungate e degrado del suolo. Solo nel 2022, condizioni di siccità estrema hanno colpito più del 45% del territorio dell’UE, causando riduzioni della resa dei raccolti fino al 30% per mais e girasole nelle principali regioni produttrici. Questi eventi sono attesi ad un incremento dal 20 al 50% entro il 2050. La conseguenza è una riduzione della produttività dei raccolti e dei redditi agricoli, quindi della sicurezza alimentare, in accordo con quanto riportato dallo State of Food and Agriculture 2023 della FAO.

L’instabilità geopolitica
Già il Covid-19 aveva rivelato alcune debolezze nel sistema agroalimentare europeo. Per esempio, la carenza di lavoratori stagionali in settori come l’orticoltura e la zootecnia ha causato perdite di 3-4 miliardi di euro. Anche i costi della logistica erano lievitati. Il conflitto russo-ucraino ha successivamente messo in crisi l’approvvigionamento di grano e fertilizzanti. La dipendenza da fornitori esterni per prodotti agricoli strategici ha evidenziato le vulnerabilità della EU. A seguire, le guerre commerciali innescate dai dazi USA si sono rivelate destabilizzanti per alcuni settori. Ultima, al momento, la recente guerra in Medio Oriente rappresenta un ulteriore forte rischio. L’improvvisa carenza di petrolio e gas verificatasi a causa della chiusura di Hormuz ha fatto schizzare verso cifre record i prezzi, causando uno shock energetico in varie aree del mondo. L’agricoltura è stata fortemente colpita, con rincari del gasolio agricolo fino al 100% e dei fertilizzanti (azotati e zolfo). A marzo l’urea è cresciuta del 50% in 20 giorni. Il tutto nell’immediata vigilia delle semine primaverili e degli interventi stagionali sui frumenti. Non ultimo, si è assistito ad un’impennata dell’inflazione. Una combinazione pericolosa, un ulteriore pericolo per la sicurezza alimentare in Europa e per scenari di carestie nei paesi del terzo mondo.
Le raccomandazioni
Alla luce di quanto avvenuto negli ultimi anni il punto non è più se il rischio si presenterà, ma come saremo in grado di anticiparlo. A livello globale, la spesa pubblica per la gestione del rischio agricolo (ARM) è in aumento, vista la crescente frequenza e gravità degli shock climatici, di mercato e di altro tipo.
Le raccomandazioni espresse da World Bank al termine dello studio hanno lo scopo di aumentare l’efficacia degli strumenti di gestione del rischio previsti nella PAC, oltre a renderli più flessibili di fronte ai nuovi scenari descritti. In parte cercano di fornire soluzioni concrete per ampliare la portata degli attuali strumenti, attraverso una maggiore copertura, prodotti innovativi, un migliore accesso per i piccoli agricoltori. Gli strumenti principali sono assicurazioni sovvenzionate, aiuti in caso di calamità e programmi di stabilizzazione del reddito, integrati nella PAC. Inoltre, le raccomandazioni puntano a rendere più efficace la gestione del rischio a livello UE e degli Stati membri, con una maggiore trasparenza e la condivisione delle conoscenze a beneficio di tutti i soggetti interessati.
13/04/2026
Franco Brazzabeni
Fonte: World Bank. 2026. Solutions for Better Agri-Risk Management in the European Union. Washington, D.C.: World Bank Group.
