LA FAO FOTOGRAFA L’AGROALIMENTARE MONDIALE

A fine 2024 la FAO, l’organizzazione delle Nazioni Unite per l’Alimentazione e l’Agricoltura, ha pubblicato il suo Annuario Statistico, riferito ai dati aggiornati al 2022. Si tratta di una raccolta ricchissima, uno strumento prezioso per operatori commerciali, analisti e studiosi di macroeconomia.

L’Annuario riporta informazioni a livello globale sull’evoluzione del clima, sull’andamento delle produzioni agricole e dell’uso dei vari mezzi tecnici e dell’acqua, sullo stato dell’alimentazione nelle varie regioni del mondo, sulla relazione tra ambiente ed agricoltura. Il valore dell’opera risiede, oltre che nell’ampiezza e nella completezza della panoramica, anche nella tempestività dei dati forniti e nella loro attendibilità. Come ha affermato José Rosero Moncayo, responsabile statistico della FAO, “Dati e statistiche tempestivi, accurati e di alta qualità sono la base di una progettazione solida delle politiche… Questa edizione … include anche una nuova serie di dati sulla dieta, un risultato importante per comprendere cosa mangiano le persone.”.

Le dimensioni economiche dell’agricoltura

Il valore aggiunto di agricoltura, forestazione e pesca ha toccato a livello globale i 3,8 trilioni di dollari, con un incremento dell’89% in termini reali dal 2000 al 2022. Il maggiore contributo alla crescita è stato fornito dall’Asia (leggi Cina e India, principalmente), che detiene circa i due terzi dell’intero valore con una quota quasi raddoppiata nel periodo, e dall’Africa, sia pure a notevole distanza. La percentuale di Europa e Americhe è in calo, mentre l’Africa è salita da 8 a 12%, soprattutto per merito della Nigeria. La forza lavoro impiegata in agricoltura in 22 anni è passata nel mondo dal 40 al 26%, mantenendo valori molto alti solo nei due colossi asiatici.

La produzione e il ruolo delle sementi

Le coltivazioni primarie nel 2022 hanno prodotto un valore che sfiora i 10 miliardi di tonnellate, con un incremento del 56% rispetto al 2000. In pratica la produzione aumenta al ritmo del 2,5% annuo. Un risultato eccellente, in gran parte merito del settore sementiero e degli investimenti, stimabili mediamente nel 10-15% dei rispettivi fatturati, compiuti nel miglioramento vegetale dalle multinazionali, ma anche da molte aziende medio-piccole. Anche la chimica e la meccanica hanno contribuito in modo significativo. Frumento, mais, riso, soia e canna da zucchero costituiscono la metà della produzione globale. La disponibilità di oli vegetali da inizio secolo è aumentata del 133%, grazie principalmente all’olio di palma. In forte incremento (+55%) le produzioni zootecniche, in particolare la carne di pollo in Paesi ad economia emergente, come Cina, Russia, India e Brasile, ma anche negli USA.

Agricoltura e ambiente

Dal 2000 l’uso di fitofarmaci è aumentato del 70%. Nord e Sud America utilizzano circa la metà dei mezzi chimici. Diversa la tendenza nella EU, dove l’uso di questi prodotti è calato del 46% dal 2018 al 2022, mentre quelli a più alta tossicità sono diminuiti del 25%, secondo i dati forniti dalla Commissione Europea. Il Parlamento europeo ha però recentemente ritirato la legge, molto contestata, che prevedeva di dimezzare l’uso dei fitofarmaci entro il 2030, il che avrebbe messo a rischio molte produzioni agricole. Anche i fertilizzanti di sintesi sono cresciuti, con un incremento pari al 37%.

Le emissioni dei gas serra prodotte dall’agricoltura hanno segnato +10%, oltre la metà derivate dagli allevamenti zootecnici. Cina, India, USA e Brasile sono i maggiori responsabili.

La disponibilità di acqua rappresenta un problema crescente, soprattutto in Medio Oriente e Nord Africa, con danni rilevanti alle produzioni agricole e una ricaduta preoccupante sulla sicurezza alimentare e, in ultima battuta, sulle migrazioni. I cambiamenti climatici influiscono fortemente sulla crisi idrica di molte aree.

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I dati contrastanti sull’Alimentazione

Nonostante l’aumento della produzione alimentare, il numero delle persone denutrite è in crescita: oltre 150 milioni in più solo negli ultimi 4 anni, con Africa e parte dell’Asia in maggiore difficoltà. L’obiettivo Fame Zero, fissato dalle Nazioni Unite nel 2030, si sta drammaticamente allontanando. Nel frattempo, nei Paesi più ricchi il problema è l’obesità, che segna un forte incremento ed interessa un quarto della popolazione, con risvolti negativi sulla salute in tutte le fasce di età.

La fotografia scattata dalla FAO ha rilevato l’attualità delle grandi sfide che il mondo sta affrontando e il ruolo chiave che l’agricoltura e il settore sementiero giocheranno a breve e medio termine. L’innovazione vegetale con le TEA, le tecniche di precisione 4.0, l’uso della microbiologia saranno le armi decisive, ma serve anche una politica che guardi alla sostenibilità economica, oltre che ambientale, ed educhi i cittadini ad una alimentazione corretta.

15/03/2025

Franco Brazzabeni