LA (FANTA)SCIENZA NEL PIATTO

Nel futuro, cosa metteremo nel piatto ? Quale sarà il contributo della scienza? Sono domande più che lecite, anzi, sono LE domande che è necessario porsi. La popolazione mondiale attualmente è pari a circa 8 miliardi di persone, che aumenteranno fino a 10 miliardi nei prossimi 25 anni, stando alle previsioni di organismi accreditati, come le Nazioni Unite. La crescita è trainata da alcune aree, in particolare l’Africa subsahariana e l’Asia (soprattutto India e Nigeria). Garantire cibo di qualità in quantità sufficiente a tutta popolazione è LA grande sfida. Non solo dell’agricoltura, ma di tutto il genere umano.

Già oggi la FAO stima che 700 milioni di persone nel mondo soffrano la fame o vivano una condizione di povertà alimentare. Fornire cibo in modo da azzerare questa cifra e soddisfare le esigenze della popolazione crescente, coltivare in modo più sostenibile, più resiliente ad anomalie climatiche e pressione fitopatologica, con una contemporanea diminuzione della superficie coltivabile: questo il sogno che donne e uomini che operano nel settore agroalimentare come ricercatori, agronomi e politici virtuosi desiderano realizzare a medio termine.

Gli strumenti di oggi…

Alcune strategie sono già state chiaramente individuate. Prima di tutto la ricerca genetica, da attuare secondo le più recenti tecnologie. I metodi utilizzati fino ad oggi hanno permesso grandi progressi: solo negli ultimi 20 anni, l’innovazione ha permesso di incrementare i raccolti di oltre l’1% annuo, al netto della diminuzione, per motivi economici ed ambientali, dell’uso di mezzi chimici, fitofarmaci e fertilizzanti. Un grande progresso, ma ancora insufficiente, considerato il numero sempre elevato di situazioni di carenza alimentare. Necessario quindi convergere sulle Tecniche di Evoluzione Assistita, che diminuiranno drasticamente sia i costi che i tempi di ottenimento di nuove varietà vegetali. Soprattutto permetteranno di operare in modo molto preciso, inserendo da specie affini caratteri come la resistenza alla siccità o a varie patologie. Recentemente, è stato finalmente raggiunto un accordo per una nuova regolamentazione delle TEA.

L’altro strumento imprescindibile è l’Agricoltura 4.0, quell’insieme di meccanica ed informatica che già da oggi, e ancor più nel prossimo futuro, permette un uso razionale e mirato dei vari mezzi tecnici, con ampi benefici per produzioni e ambiente. Anche l’uso dei biostimolanti, in forte crescita per molte specie, va in questa direzione.

Fonte: sciencedirect.com

… e (forse) quelli di domani

Una grande novità potrebbe arrivare dall’Italia. L’ENEA-Ente Nazionale per le nuove tecnologie, sta sperimentando la stampa in 3D di alimenti sostenibili e ad alto valore nutrizionale. A partire da colture cellulari e residui alimentari, per esempio sottoprodotti della lavorazione della frutta, si ottengono barrette e “perle di miele”.  La stampa 3D alimentare è un processo che, a partire da un modello digitale, costruisce il cibo innovativo, strato dopo strato, grazie a stampanti specifiche che estrudono materiali commestibili, combinati con ingredienti in grado di mantenere la forma progettata. Dimentichiamo per un attimo i piatti della tradizione culinaria e pensiamo ad alimenti energetici e sostenibili per completare e arricchire la dieta.

Da un’indagine svolta dalla stessa ENEA è risultato che quasi 6 consumatori su 10, probabilmente le fasce più giovani, sarebbero disponibili ad acquistare cibi prodotti con queste tecniche fortemente innovative. Naturalmente c’è anche chi è tradizionalista e percepisce questi alimenti ultra processati come non naturali.

Di fatto, alcune fonti stimano che il mercato della stampa tridimensionale alimentare potrà toccare entro quest’anno i 360 milioni di euro. Insomma, una realtà con la quale non possiamo non confrontarci.

09/12/2025

Franco Brazzabeni

Foto di copertina fonte: media.enea.it