Io T: cerchiamo di memorizzare questo acronimo, perchè diventerà presto di uso comune. Significa Internet of Things, ovvero Internet delle Cose. Si tratta di un neologismo utilizzato nel settore informatico, con cui si intende l’estensione di internet ad oggetti e luoghi reali, conferendo a questi un’identità digitale e collegandoli ad altri oggetti. In pratica, le “cose”, grazie a sensori e software dedicati, possono rilevare e comunicare dati e, in sostanza, fornire un servizio agli utenti, per esempio tramite i telefoni cellulari o altri dispositivi. Così, un termostato dotato di Io T può rilevare la posizione (tramite Google Maps o simili) di una persona e regolare il riscaldamento per il suo arrivo a casa; oppure, in modo analogo, una sveglia può anticipare la suoneria in caso di traffico molto intenso nell’area ed evitare ritardi negli spostamenti.
Teoricamente la gamma di utilizzazioni è vastissima e ci permette di prefigurare un mondo “smart”, ove gli oggetti interagiscono con gli umani. Può sembrare vagamente inquietante, ma probabilmente a suo tempo anche l’arrivo di altre innovazioni epocali, come l’energia elettrica nelle abitazioni, ha provocato sensazioni simili. Di certo le generazioni più recenti sono molto più preparate e pronte a queste novità.

Grandi potenzialità per l’agricoltura
Agricoltura e informatica: difficile immaginare due mondi più diversi. Un’attività in corso da 10000 anni legata al territorio e una scienza recente basata sulla virtualità. Eppure queste due realtà sono destinate ad incontrarsi. Non facile ma inevitabile, per poter affrontare le sfide da qui al 2030, con obiettivi come Fame Zero, attraverso tecniche sostenibili per l’ambiente ma anche economicamente remunerative. Le soluzioni che rientrano nel concetto di Agricoltura 4.0 sono studiate e proposte da diversi anni, con un percorso di sviluppo non sempre agevole e fluido, ma in continua crescita. Attualmente il mercato globale dell’Agricoltura 4.0 è stimato in quasi 70 miliardi di dollari, con una previsione di incremento annuo di 11,6% da oggi al 2030. Anche nella EU, seguendo le indicazioni del Green Deal, il settore sta segnando uno sviluppo molto interessante, trainato da Paesi come Germania, Francia e Olanda. Altri, come l’Italia, procedono con maggiori difficoltà, a causa degli elevati investimenti richiesti e soprattutto della limitata preparazione informatica delle generazioni più mature. Resta il fatto che comunque anche in Italia il fatturato nel 2023 è cresciuto del 19%, portandosi a 2,5 miliardi di euro. E’ necessario migliorare il trasferimento di questa tecnologia agli imprenditori agricoli.
L’Agricoltura 4.0 è strettamente interfacciata all’agricoltura di precisione e a quella digitale o smart. Si avvale delle risorse di Internet of Things, che ne è alla base e ne costituisce il tessuto. Si sviluppa con la robotica applicata alle comuni macchine agricole, droni, sensori, intelligenza artificiale (IA), tutto al servizio dell’ottimizzazione di applicazioni colturali, zootecniche e logistiche intese ad incrementare efficienza, sostenibilità e profitti.
Fantascienza? No, è il presente
Grazie all’uso di dispositivi Io T è possibile rilevare e gestire elementi essenziali delle produzioni agroalimentari, dalle condizioni meteorologiche alla fertilità dei terreni, per programmare le macchine ad un uso mirato a sostenibilità e convenienza. Internet of Things raccoglie dati in tempo reale e li trasmette tempestivamente, permettendo azioni estremamente efficaci. Ad esempio i sistemi pre-allerta per la siccità agricola utilizzano sensori distribuiti sul terreno, che tramite Io T dialogano con una stazione meteo; questi valori, insieme a dati storici, sono elaborati dall’Intelligenza Artificiale e forniscono all’agricoltore tutti gli elementi necessari per decidere se, quando e quanto irrigare. Risultato: massima efficienza e consumi di acqua ridotti sino al 20%. Il monitoraggio costante e preciso di terreni e coltivazioni permette di intervenire anche su semina, fertlizzazione e controllo delle fitopatie, con possibile risparmio di mezzi tecnici e relativi benefici per ambiente e reddito dell’agricoltore.
Non solo agricoltura in senso stretto. I container dotati di Io T permettono una tracciabilità completa delle merci, in qualsiasi momento del trasporto. I sensori applicati sugli animali ne segnano i movimenti e ne monitorano il benessere. Il lavoro degli operatori agricoli è alleggerito e aumenta la loro sicurezza. Si potrebbe continuare a lungo.
L’agricoltura, probabilmente l’attività umana più tradizionalista, sta dimostrando una straordinaria capacità di apertura e adattabilità al mondo attuale e futuro.
07/10/2024
Franco Brazzabeni
