IL VACCINO ANTI COVID-19 ARRIVERA’ DALLE PIANTE?

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Covid-19: da settimane i media di tutto il mondo dedicano la gran parte del proprio spazio a questa patologia di origine virale, o meglio agli effetti da essa causati sulla popolazione mondiale, sulla sua salute e sul suo stile di vita.
Al di là dell’attualità, con i suoi tragici bollettini, gli appelli pressanti, le incertezze e le paure, l’attenzione è rivolta al futuro, alla definizione di un vaccino che trasformi la pandemia in una patologia controllabile.
Ci stanno lavorando diverse strutture in vari paesi, ma una notizia particolarmente interessante, non solo per gli agronomi, arriva dal Canada.
Medicago, una società biofarmaceutica con sede nel Quebec, ha annunciato recentemente di aver iniziato la produzione di una particella virus-simile (per gli addetti ai lavori VLP, o Virus-Like Particle) del coronavirus, una ventina di giorni dopo aver ricevuto la sequenza genetica del virus stesso.
La VLP è somigliante al virus di riferimento, ma non è infettiva, in quanto non contiene materiale genetico virale. Essa è fondamentale per iniziare la realizzazione di un vaccino. Questa tecnica non è ancora di diffusa applicazione e si pensa che anche i vaccini contro le influenze stagionali così ottenuti avrebbero un effetto più efficace e duraturo.
Tornando al coronavirus, la novità brevettata dalla società canadese consiste nel fatto che la VLP è stata ottenuta lavorando su piante, a differenza del metodo tradizionale che prevede la produzione del vaccino operando sulle uova. L’innovativa metodologia consiste nell’inserire la sequenza genetica propria del virus in un batterio del suolo, chiamato Agrobacterium, il quale viene assorbito dalle piante; queste iniziano a produrre al loro interno un tipo di proteina, che viene poi utilizzata come vaccino.
I grandi vantaggi della nuova tecnica basata sulle piante sono rappresentati dai tempi di realizzazione, molto più veloci, e dai minori costi, rispetto ai metodi tradizionali, nonché dal fatto che per realizzare il vaccino non serve riprodurre il virus.
Inoltre, in caso di prevedibili mutazioni del virus, basterebbe usare nuove piante.
Non resta che aspettare con grande fiducia gli sviluppi di questa ricerca.

Fonte: https://european-seed.com/2020/03/viable-vaccine-candidate-for-covid-19-developed-using-proprietary-plant-based-technology/?utm_campaign=European%20Seed%20Story%20Of%20The%20Week&utm_source=hs_email&utm_medium=email&utm_content=85030999&_hsenc=p2ANqtz–YP_RrBZMqcFPR5Ml0mDopo9y9od0wmi5jygqzCIQhL9JZTkns368v0ajm484Su1ZkRNUjcSsYd3xybktQ0RQLmdGbqg&_hsmi=85030999

 

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