FILIERE SOTTO I RIFLETTORI

Il termine “filiera” è frequentemente utilizzato nel settore agroalimentare, e anche in ogni altro sistema produttivo, dagli anni ’60, quando il sostantivo fu coniato dall’agronomo francese Louis Malassis. Indica l’insieme dei passaggi che partono dal seme o dalla piantina, fino ad arrivare ai consumatori, attraverso l’azione di vari attori: sementieri e vivaisti, agricoltori o allevatori, commercianti di mezzi tecnici o di materie prime, trasformatori, infine la logistica e la distribuzione. Col tempo si sono definite varie tipologie, come la filiera tradizionale, la filiera integrata (che utilizza tecnologie e sistemi avanzati), la filiera corta o a km. zero o locale.

Il concetto di filiera è oggi essenziale per poter controllare ogni passaggio, gestire il rischio e la sicurezza attraverso gli standard di riferimento, come quelli della Global Food Safety Initiative (GFSI), per garantire la tracciabilità del prodotto dal seme alla tavola. La tracciabilità di un alimento è un valore cui i consumatori sono particolarmente sensibili e va considerato un elemento fondamentale della qualità di ogni prodotto.

Il concetto rivoluzionario delle moderne filiere risiede nel far sedere allo stesso tavolo (in modo figurato, ma talvolta in senso reale) tutte le aziende protagoniste di un sistema produttivo, al fine di trovare i comuni punti di interesse e permettere a ciascuna di esse un’equa redditività. Un esercizio sicuramente non facile nella pratica, ma di fatto non esiste un sistema migliore per trovare il miglior vantaggio comune. Molti agricoltori hanno da sempre lamentato, spesso a ragione, di essere l’anello debole delle filiere. Ora l’Unione Europea ne ha preso atto, con una iniziativa che potrebbe avere una ricaduta importante sul settore agricolo.

Fonte: pixabay.com

Un Regolamento comunitario a favore degli agricoltori

A fine luglio è stato pubblicato il Regolamento 2026/1739, in pratica una riforma avente lo scopo di proteggere il settore primario dalle oscillazioni prodotte al mercato da clima, geopolitica e altri fattori. Finalmente la politica europea si è resa conto che gli agricoltori, che svolgono un ruolo insostituibile per garantire la sicurezza alimentare, sono esposti alle numerose variabili che influenzano il mercato. Solo negli ultimi 20 anni abbiamo assistito a frequenti alti e bassi delle quotazioni. Una forte impennata dei prezzi nel 2008, a causa di un’offerta limitata delle commodities, che si è ripetuta nel 2011. E’ seguito un nuovo preoccupante aumento della volatilità delle quotazioni agricole, con oscillazioni rapide e molto marcate, il che ovviamente ha generato incertezza e instabilità sui mercati, nonché difficoltà riguardo la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare, soprattutto per i Paesi in via di sviluppo. Dal 2014 al 2020 si è verificato un periodo di calma piatta sui mercati. Successivamente il mondo ha affrontato il Covid-19 e le sue conseguenze, le incertezze legate ai cambiamenti climatici, le guerre commerciali come quella tra USA e Cina, il conflitto russo-ucraino e infine quello in medio oriente, con la crisi di Hormuz. Solo per citare i fatti principali. La situazione attuale vede da un lato i prezzi attestati su livelli relativamente bassi e una generale volatilità, con oscillazioni giornaliere in dipendenza delle notizie giornaliere, dall’altro un forte aumento dei costi di produzione.

Le misure introdotte dal nuovo Regolamento intendono rafforzare il potere contrattuale degli agricoltori e delle organizzazioni professionali, garantendo una ripartizione più equa del valore aggiunto lungo la filiera alimentare. L’obiettivo è difendere i redditi, aumentando l’attrattività della professione agricola soprattutto per le giovani generazioni, il cui ingresso è considerato essenziale per la transizione verso sistemi produttivi più efficienti e sostenibili.

Gli strumenti previsti

E’ previsto l’uso di contratti scritti, da stipulare e sottoscrivere prima della consegna dei prodotti. Questi documenti dovranno indicare tutti gli elementi della transazione commerciale, dal prezzo alla data di consegna. Il Regolamento non fa riferimenti specifici al prezzo, ma stabilisce che questo dovrà essere determinato sulla base di parametri che tengano conto dell’andamento del mercato e dei costi di produzione. E’ in questo delicato passaggio che si verificherà la concreta funzionalità dei contratti. Sono inoltre previsti incentivi mirati a favorire in particolare i giovani agricoltori e ad ammortizzare le perdite causate da eventi negativi, come calamità, avversità climatiche, fitopatie e infestazioni.

Non resta che attendere la verifica del funzionamento del nuovo Regolamento e l’ottenimento degli obiettivi prefissati: stabilità, trasparenza e remunerazione adeguata per gli agricoltori.

04/08/2026

Franco Brazzabeni