ECCELLENZE POLESANE: LA SEDE DEL CREA DI ROVIGO

L’eccellenza di cui si parla in questo articolo è situata alle porte di Rovigo, all’uscita ovest della città. È stata inaugurata nel 1914, grazie all’azione di Ottavio Munerati, illustre agronomo e scienziato polesano, ricordato in un articolo a parte. Allora si chiamava Regia Stazione sperimentale di bieticoltura. Era una delle prime istituzioni pubbliche di ricerca dedicate esclusivamente alla barbabietola da zucchero, un primato rodigino poco noto anche agli stessi abitanti della città. Successivamente ha cambiato alcune denominazioni, mantenendo comunque le sue finalità, anzi ampliando l’ambito della ricerca ad altre specie.

Oggi è una delle sedi del CREA-Consiglio per la ricerca in agricoltura, un’istituzione che fa capo al Ministero dell’agricoltura, della sovranità alimentare e delle foreste.

Rivolgiamo 5 domande alla direttrice, dottoressa Ilaria Alberti.

Dottoressa Alberti, può tracciare una breve storia dell’Istituto?

Per raccontare la storia di questo prestigioso istituto è necessario ricordare brevemente la storia della barbabietola da zucchero in Italia. Questa coltivazione apparve in Italia nel 1811, dopo un decreto di Napoleone che incentivava il suo utilizzo per rompere il monopolio dello zucchero di canna inglese. Tuttavia, solo a partire dal 1887 Emilio Maraini riuscì a dare un impulso decisivo al settore bieticolo. Negli anni a seguire ci fu un proliferare di stabilimenti saccariferi, ma non il contemporaneo adeguamento delle tecniche colturali agli ambienti italiani. Per questo sotto la spinta delle diverse categorie interessate, a Rovigo fu costituita la Regia Stazione Sperimentale di Bieticoltura e Ottavio Munerati ne fu il direttore fino alla sua morte nel 1949. Nel 1953 fu inaugurata la attuale sede, voluta dagli Stati Uniti, nell’ambito del piano di ricostruzione Marshall, per l’enorme contributo che il Munerati diedi alla bieticoltura d’oltre oceano (si pensi solo ai materiali vegetali resistenti alla principale malattia che colpiva la coltura, la Cercospora bieticola).

L’attività di ricerca e sperimentazione è continuata alacremente sino all’inizio degli anni duemila: successivamente il settore è andato incontro ad una importante riduzione delle superfici coltivate con conseguente riduzione del numero degli zuccherifici, fenomeno questo che ha fortemente impattato anche sulle attività di ricerca e sperimentazione della sede rodigina, che attualmente fa parte del centro di Ricerca di Cerealicoltura e colture industriali del Consiglio per la ricerca in agricoltura e l’analisi della economia agraria (CREA), il più grande ente di ricerca italiano nel settore agricolo.

Quali sono le attività svolte attualmente presso la stazione?

La sede di Rovigo è attualmente impegnata in diverse attività di carattere istituzionale e di ricerca con strutture nazionali, regionali ed internazionali. Presso il CREA di Rovigo si selezionano le linee di canapa a destinazione medica (attività tutta svolta in camere di crescita di recente costruzione) con autorizzazione del Ministero della Salute.  Nella banca del seme sono conservate diverse specie di Beta e di Cannabis sativa (canapa): in virtù di questo la sede partecipa da anni al programma di ricerca RGV FAO (Risorse Genetiche Vegetali) che prevede la raccolta, conservazione e caratterizzazione di diverse specie vegetali.

Innumerevoli attività sono inerenti ad attività progettuali di ricerca nazionali ed internazionali legate principalmente alla canapa, colture oleaginose (soia) e cerealicole (mais); mi preme segnalare inoltre che, nell’ultimo biennio, vi è stato un interesse verso la revisione delle tecniche di coltivazione della barbabietola da zucchero.

La sede ospita anche una linea di lavorazione sperimentale della barbabietola da zucchero (l’unica presente in Italia) con annesso un laboratorio di analisi chimiche; è inoltre presente un laboratorio fitopatologico che è di supporto alle attività progettuali di ricerca e  svolge anche attività conto terzi.

Fa parte dell’Istituto anche un’azienda agricola: può descrivere le sue caratteristiche e come viene utilizzata? 

Presso l’azienda agricola Busa Carrare annessa all’Istituto, avente una superficie coltivabile superiore ai 60 ettari, vengono svolte prove di iscrizione al registro varietale di nuove varietà di barbabietola da zucchero e negli ultimi anni viene ospitata la prova della rete nazionale girasole.

Quante persone lavorano presso l’Istituto?

Questa è una nota dolente purtroppo: vi sono solo 5 strutturati, di cui un solo ricercatore, un dottorando, una borsista ed un operaio agricolo avventizio. Tale situazione è figlia della mancanza di turnover che interessa la pubblica amministrazione in questi ultimi anni.

Quali sono i progetti futuri che interessano la stazione?

Attualmente stiamo concentrando i nostri sforzi su due progetti che interessano la barbabietola da zucchero (CABI e BETA-CLIM) finanziati dalla Regione Veneto ed uno sul radicchio di Treviso (TREVISO PRO) anche questo finanziato dalla Regione Veneto. Le attività di ricerca sulla canapa sono collegate soprattutto al progetto di filiera CARIFIT finanziato del MASAF, che terminerà ne 2028. Sicuramente continueremo a implementare le attività di ricerca pubblica con quelle privata che ci vede impegnati anche per i prossimi anni con alcune realtà nazionali ed estere.

26/10/2025

Franco Brazzabeni