Anche questa nuova puntata dedicata alle eccellenze del Polesine riguarda il Delta del Po. In quest’area, precisamente nel comune di Rosolina, ha sede il Centro sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” di Veneto Agricoltura. Si tratta di un vero gioiello nel suo genere: una superficie di circa 25 ettari, totalmente dedicati alla sperimentazione nel settore ortofloricolo operativa da oltre 35 anni, di proprietà di Veneto Agricoltura, l’Agenzia Veneta per l’innovazione nel settore primario, braccio operativo della Regione Veneto.
Per conoscere questa realtà ci rivolgiamo al direttore Franco Tosini, laureato in Scienze Agrarie e Agronomo, da 18 anni responsabile del Centro sperimentale.
5 domande a Franco Tosini
Come nasce e con quali finalità il Centro Po di Tramontana?
Il Centro Sperimentale Po di Tramontana opera al servizio dell’innovazione e della valorizzazione delle tipicità delle produzioni ortofloricole venete. L’obiettivo è quello di fornire indicazioni e risposte alle esigenze delle imprese ortofloricole, ovviamente in collaborazione con le Istituzioni e le espressioni dell’associazionismo agricolo di settore.
In questo contesto, nella conduzione/organizzazione delle sperimentazioni si attribuisce particolare importanza al confronto e alla condivisione dei risultati raccolti nel corso dell’anno, resi disponibili da una consolidata produzione editoriale (reperibile nel Catalogo editoriale di Veneto Agricoltura all’indirizzo www.venetoagricoltura.org).
L’orticoltura, così come la floricoltura, sta mutando velocemente e le sfide che i produttori devono affrontare sono molteplici, ecco dunque che il Centro di Veneto Agricoltura si fa carico di fare sperimentazione e definire le soluzioni tecniche e le scelte varietali migliori.
Ad esempio, c’è la necessità di sostituire trattamenti chimici efficaci ma potenzialmente pericolosi con altre opzioni: varietà più resistenti, l’innesto, e così via. Tutti questi aspetti necessitano di studio, di ricerca approfondita e di sperimentazione su scala aziendale, a cui deve seguire la corretta divulgazione presso gli operatori, con un sistema organico di validazione e diffusione delle informazioni.
Questo è il compito del Centro Po di Tramontana: una cerniera fra il mondo della ricerca e il mondo produttivo, al servizio del progresso, per poter seguire e talvolta anticipare le esigenze.
Quali sono le attività attualmente svolte dal Centro?
In questo panorama molto complesso e articolato, reso ancora più incerto nell’ultimo periodo dai costi energetici delle materie prime sempre più elevati, dalla sempre più scarsa presenza di manodopera, dal cambiamento climatico ormai pressoché costante e dalle ultime direttive europee sempre più stringenti, il Centro, negli ultimi anni, ha iniziato ad impostare un programma di sperimentazione riguardante anche il risparmio idrico e lo studio dei biostimolanti.
L’acqua è un bene limitato e per tale motivo deve essere salvaguardata, per cui anche in agricoltura e nel caso specifico dell’orticoltura, bisogna perseguire maggiormente verso sistemi di irrigazioni sempre più efficienti. Proprio la tecnologia, soprattutto negli ultimi anni, mette al servizio dell’agricoltura strumenti innovativi impiegabili sia in coltura protetta, sia in pieno campo. Le innovazioni riguardano le tecniche di controllo della qualità dell’acqua e della soluzione nutritiva impiegata per la fertirrigazione, che consentono la riduzione dei mezzi tecnici utilizzati e un aumento dell’efficienza d’uso.
Le basi della tecnica del fuori suolo, ad esempio, sono valide anche per colture di pieno campo: se consideriamo il suolo come un grande contenitore, una buona irrigazione è il presupposto per un buon apporto di elementi nutritivi con la fertirrigazione. Per una corretta progettazione degli impianti irrigui è necessario comunque conoscere anche le soluzioni tecnologiche disponibili ed è fondamentale investire in nuove tecnologie per riuscire ad ottenere un’orticoltura sempre più sostenibile.
Stiamo vivendo un momento molto difficile e lo stesso settore orticolo per essere sempre più competitivo e confrontarsi con nuovi mercati, soprattutto esteri, ha necessità di innovazione a tutti i livelli.
Il Centro sperimentale «Po di Tramontana» conferma anche in questo caso il suo impegno per il collaudo e la diffusione delle innovazioni a beneficio dell’intero settore per diffondere la cultura del risparmio dell’acqua con impianti di irrigazione “smart” e con prove di coltivazione in fuori suolo a ciclo chiuso. Proprio in tal senso sono state organizzate le Giornate dell’Irrigazione di Precisione, il 24-25 giugno 2021, in cui si sono analizzate, insieme ad agricoltori e tecnici, diverse soluzioni per l’ottimale gestione idrica a diversi livelli di investimenti, efficienza e adeguatezza nei diversi contesti agronomici per l’ortofloricoltura .
Un altro progetto ambizioso e attuale su cui il Centro ha iniziato studiare da diversi anni è quello dei biostimolanti (sono prodotti per l’agricoltura che hanno un’attività di prevenzione dagli stress abiotici e che migliorano la qualità delle produzioni) che rappresentano dei perfetti alleati per rispondere alle sfide ricorrenti o emergenti che ogni anno gli agricoltori sono chiamati ad affrontare. Le richieste, inoltre, di riduzione di agrofarmaci e fertilizzanti da parte dell’UE e gli effetti sulle colture causati dal cambiamento climatico rappresentano sfide impegnative per l’orticoltura italiana, che può però contare appunto su dei validi alleati: i biostimolanti.
Le strategie di nutrizione che prevedono l’impiego di questi prodotti, infatti, aiutano a combattere gli effetti del cambiamento climatico, rendendo le piante più resistenti agli stress ambientali, e al contempo migliorano rese e qualità delle colture, a tutto vantaggio della redditività. Inoltre la strategia «Farm to Fork», che richiede una forte diminuzione nell’impiego dei mezzi tecnici, vedrà i biostimolanti nel prossimo futuro sempre più protagonisti della nutrizione vegetale in sinergia con i fertilizzanti.
Per questo motivo il Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” di Veneto Agricoltura in collaborazione con “L’Informatore Agrario” e iI comitato scientifico composto dall’Università della Tuscia, Università di Napoli «Federico II», Università di Padova, Università di Salerno, ha voluto iniziare e avviare il progetto «Biostimolanti in campo». Un progetto pensato per tecnici e agricoltori.
Lo scopo della prova ha proprio come obiettivo la formazione e la divulgazione verso agricoltori e tecnici sulle corrette strategie di utilizzo dei biostimolanti per ottenere determinati obiettivi sulle colture orticole, nello specifico l’aumento delle rese e della qualità merceologica.
Molta soddisfazione si è ottenuta lo scorso anno in occasione della giornata tecnica-divulgativa del 10 luglio scorso con una partecipazione di oltre 350 partecipanti tra tecnici, produttori e esperti del settore. Quest’anno è già previsto per il 4 luglio 2025 un’ulteriore giornata aperta per mostrare le prove sperimentali sui biostimolanti e non solo.

Qualche numero: persone impiegate, dotazione di macchine, serre, ecc.?
Al Centro lavorano 4 tecnici tra cui il sottoscritto, 6 impiegate amministrative dirette dalla sede centrale di Legnaro (PD) e 20 operai agricoli.
Il Centro può essere brevemente descritto nel seguente modo:
- 18 Ha adibiti all’attività sperimentale in pieno campo
- 6 Ha a bosco ceduo
- 1,5 Ha adibiti all’attività sperimentale in coltura protetta (di cui 2500 m2 di serre ad alta cubatura completamente nuove)
- Laboratorio di micropropagazione destinato alla ricerca applicata su alcune specie vegetali (orticole, floricole e frutticole) e conservazione del germoplasma autoctono (Biodiversità)
- Impianti di forzatura per radicchio
- Impianti di coltivazione fuori suolo (floating system, lana di roccia e fibra di cocco)
- Celle frigorifere
- Impianti di fertirrigazione
- Magazzini e sala di lavorazione
- Sala convegni da max 80 persone predisposta per ospitare incontri tecnici
- Saletta convegni da max 20 persone per ospitare incontri anche a distanza.
Nel corso del 2024 il Centro “Po di Tramontana” ha organizzato i seguenti appuntamenti:
- n° 28 tra incontri/convegni/visite per un totale di circa 2000 persone che sono entrate a visitare le prove sperimentali;
- n° 12 incontri organizzati con il Servizio Fitosanitario Regionale (Recapito Ortofloricolo);
- n° 600 cultivar testate nelle prove sperimentali orticole e floricole;
- n° 20 prove sperimentali orticole e n° 10 prove sperimentali floricole;
- n° 200.000 pezzi orticoli (frutti/cespi) che sono stati conteggiati/pesati/calibrati.
Quali sono i principali collegamenti con l’esterno: Università, società private, media?
Il Centro fin dalla sua nascita nel 1988 ha sempre lavorato in collaborazione con l’Università di Padova (DAFNAE) da prima con il Prof. Ferdinando Pimpini e successivamente con i Proff. Paolo Sambo, Carlo Nicoletto e Giampaolo Zanini. Inoltre, da sempre lavora con l’Unità Organizzativa Fitosanitario della Regione Veneto, le associazione dei produttori e di categoria, l’ordine dei dottori agronomi e forestali, il collegio dei periti agrari e con le principali riviste del mondo agricolo, “L’Informatore Agrario” e “Edagricole”.
Come vedi il futuro del Centro a medio termine?
Per concludere, il settore agricolo (orticolo e floricolo) ha da sempre bisogno di un supporto tecnico-pratico “oggettivo” soprattutto in questi ultimi anni sempre più complessi e difficili, e “Po di Tramontana”, può, a mio avviso, diventare sempre di più lo strumento strategico per continuare ad aggiornare/informare/formare il mondo della produzione, facendo da tramite tra ricerca pubblica/privata e i produttori.
09/06/2025
Franco Brazzabeni
