Nel nuovo capitolo della scoperta delle eccellenze nel settore agricolo e alimentare della provincia di Rovigo, affrontiamo una realtà fortemente innovativa del territorio polesano, che si sta proponendo con un prodotto del tutto inedito.
L’agricoltura non produce soltanto alimenti, energia, territorio. Nel caso in questione possiamo dire che produce bellezza. Stiamo parlando de “I tulipani di Anna”, un’impresa nata pochi anni fa per produrre fiori (https://www.instagram.com/itulipanidianna/).
L’idea è di Anna Maria, giovane dottoressa agronomo, realizzata da tutta la famiglia, di solide origini agricole in Fiesso Umbertiano.
L’iniziativa sta riscuotendo un notevole successo, non solo per la vendita del prodotto, ma anche per l’apertura verso un pubblico di consumatori e di cittadini di tutte le età, interessati a scoprire un’affascinante coltivazione.
5 domande ad Anna Maria Mantovani
Anna Maria, anche tu sei figlia d’arte, nata in un’azienda agricola tradizionale. Com’è ti è venuta l’idea de “I tulipani di Anna”?
Nasce a seguito di due eventi cruciali: la “pesante” siccità del 2022 e il post covid. La prima ha messo in discussione il lavoro di tantissimi agricoltori di tutta Italia, tra cui anche noi, e da lì ho pensato che, se l’elemento limitante per le nostre coltivazioni fosse l’approvvigionamento di acqua soprattutto nel periodo estivo, forse fosse il caso di pensare a qualche coltivazione alternativa con minori esigenze. Il ciclo biologico del tulipano, infatti, inizia ad ottobre (momento del trapianto) e si conclude con la fioritura nei mesi di marzo/aprile.
L’altro elemento che mi ha fatto pensare alla coltivazione del tulipano è stato il periodo post covid, che purtroppo ha segnato la vita di ognuno in maniera negativa, e da lì ho iniziato a riflettere che le persone avessero bisogno di cose belle, e ho voluto portare bellezza attraverso la semplicità del fiore di tulipano nel nostro amato Polesine.
Come ti sei “inventata” la tecnica per coltivare e produrre tulipani?
Nulla di inventato, dopo aver preso la decisione di coltivare tulipani ho iniziato fin da subito a cercare dei fornitori olandesi di bulbi: ho scritto moltissime e-mail ad indirizzi trovati in internet, finché ho trovato il mio attuale fornitore, il quale 3 anni fa mi ha insegnato tutti i segreti della coltivazione.

Come hai organizzato il marketing di un prodotto così innovativo per la nostra provincia?
Ho puntato moltissimo a farmi conoscere sui social, attraverso foto e video, con l’obiettivo di incuriosire sul mio progetto. La mia più grande sfida è stata quella di portare le persone nel campo e di permettere loro di fare un’esperienza a contatto con la natura. Successivamente mi sono fatta conoscere anche a fiorerie e ristoranti, che hanno apprezzato moltissimo il nostro prodotto a km 0.
Non solo vendita: recentemente la vostra azienda ha ottenuto il riconoscimento di azienda didattica. Cosa significa per te?
Probabilmente, se non mi fossi laureata in agraria, avrei studiato per diventare insegnante: fin da giovane ho seguito diversi ragazzini fra ripetizioni e supporto per i compiti, proprio perché “aiutare a conoscere” mi è sempre piaciuto. Grazie quindi a questo riconoscimento, realizzo anche un altro sogno, quello di divulgare tutto ciò che ho imparato e conosciuto fra università e vita in campagna. Ciò rappresenta per noi un grande mezzo con cui bambini e adulti si possono avvicinare e conoscere il mondo dell’agricoltura.
Quali sono i progetti futuri dell’azienda?
Se devo essere sincera, abbiamo molti sogni: ho la fortuna di avere una famiglia che crede molto in me, con cui condivido obiettivi su cui lavorare insieme. Ci piacerebbe continuare a puntare sulle produzioni a km 0 e crediamo molto nella vendita diretta, quindi perché no?, oltre che i fiori, nella nostra azienda vorrei proporre anche qualcosa di sano e buono da mettere in tavola.
20/02/2025
Franco Brazzabeni
