E-COMMERCE, OPPORTUNITA’ E (MOLTI) RISCHI PER IL SETTORE SEMENTIERO

Con il nome di e-commerce, ormai comunemente adottato, si intendono le attività di compravendita di prodotti tramite internet. Una grande opportunità che nasconde molti rischi. Il “commercio elettronico” ha le sue origini tra gli anni ’70 e ’80 del secolo scorso, ma è con l’avvento di internet che prende forma secondo gli schemi attuali. Dal 2000 in poi comincia una crescita esponenziale, che trova un picco negli anni del Covid-19.

Le transazioni possono avvenire tra società, oppure tra una società e un privato, oppure tra gli stessi privati, pressochè da qualsiasi paese a qualsiasi altro. Si capisce come le connessioni possano essere teoricamente innumerevoli e di qui deriva il grande problema dei controlli. I prodotti interessati sono molti e vari: dal turismo all’abbigliamento, dall’elettronica alle assicurazioni, agli alimentari. Il fatturato prodotto in Italia nel 2024 ha sfiorato i 60 miliardi di euro, con +6% di crescita sull’anno precedente e rappresenta ormai il 13% delle vendite al dettaglio.

Il settore sementiero/vivaistico è sempre più coinvolto nell’e-commerce, soprattutto per quanto riguarda le specie orticole e ornamentali.

Sementi e piantine a rischio inquinamento e illegalità

Le transazioni di semi e piantine, soprattutto quelle P2P (da persona a persona) sono difficilmente tracciabili e spesso realizzate senza documenti fiscali. Inoltre il materiale di solito deriva da piccole produzioni private o da ambienti naturali, quindi l’identificazione di specie e varietà può non essere corretta e non soggetta agli obbligatori controlli fitosanitari. La possibile assenza di una chiara dichiarazione del contenuto del pacco e il grande numero dei piccoli colli circolanti rende al momento quasi impossibile un controllo sistematico da parte delle dogane. Spesso chi vende e anche chi compra semi e piantine per orti domestici o per arredare la propria casa con il verde non ha la minima idea della complessa legislazione che regola le produzioni e il commercio mondiale dei vegetali e dei conseguenti rischi che comporta la non osservanza delle normative. Le probabilità di infestare piante coltivate e spontanee con patologie o organismi alieni sono molto elevate, con potenziali danni economici ed ambientali difficilmente stimabili. Non ultimo, nel corso della transazione possono svilupparsi possibili illegalità, contro la proprietà intellettuale e le regole della concorrenza, provocando danni sensibili al settore sementiero e vivaistico.

Le possibili azioni

Non è un caso che alcuni organismi a livello mondiale, come il WTO-World Trade Organisation, la FAO attraverso l’IPPC-International Plant Protection Convention e l’International Seed Federation si stanno attivando per cercare di portare nella legalità e nella sicurezza le azioni relative all’e-commerce. Nel 2014 la Commissione per le misure fitosanitarie, organo della FAO che identifica a livello mondiale le azioni per la protezione delle piante, ha adottato una serie di raccomandazioni per prevenire la diffusione di patologie con l’e-commerce. Questo testo può essere un’ottima base operativa per i governi e i rispettivi organi di controllo. Si articola in alcuni punti essenziali: 1) identificare in ogni paese gli operatori che commerciano tramite internet; 2) fissare meccanismi per individuare i prodotti acquistati tramite e-commerce, con particolare attenzione a quelli ad ad alto rischio, come piante, terreni e organismi viventi, e per valutare azioni di gestione del rischio; 3) indagare sui rischi fitosanitari relativi all’e-commerce; 4) collaborare con i servizi postali e i corrieri affinché le informazioni sui rischi fitosanitari siano trasmesse agli operatori; 5) promuovere il rispetto, da parte di commercianti e consumatori che operano tramite e-commerce, dei requisiti fitosanitari di importazione dei paesi importatori e fornire informazioni adeguate sui rischi derivanti dall’aggiramento di tali requisiti; 6) aumentare la consapevolezza dei rischi derivanti dall’aggiramento delle normative fitosanitarie.

Insomma, da un lato occorre conoscere gli attori di questa filiera, per informarli e controllare i loro movimenti. Dall’altro, si vuole portare questi soggetti ad operare in modo etico e responsabile. Un’attenzione particolare va rivolta ai consumatori: spesso si tratta di appassionati della natura, dei prodotti biologici, del verde, che non hanno coscienza che comprare su internet può causare, sia pure involontariamente, azioni illegali e danni all’agricoltura e all’ambiente. Una comunicazione efficace da parte dei governi sui principali media può risultare molto convincente.

02/06/2025

Franco Brazzabeni