Dal Seme al Cibo: non poteva esserci un titolo più adatto e coinvolgente per siglare la Prima Esposizione Universale della FAO, tenuta a Roma lo scorso ottobre.
La FAO-Food and Agriculture Organization of the United Nations, come dichiarato sul relativo sito, è un’agenzia che guida gli sforzi internazionali per sconfiggere la fame.
L’obiettivo è ottenere la sicurezza alimentare per tutti gli abitanti del pianeta e garantire che questi abbiano regolarmente cibo di qualità sufficiente per una vita sana. Il “sogno” è un mondo finalmente senza fame e povertà, riassunto nello slogan: “Una produzione migliore, una nutrizione migliore, un ambiente migliore e una vita migliore, senza lasciare indietro nessuno“.
La FAO è costituita da 195 membri, 194 paesi più l’Unione Europea, ed opera in oltre 130 paesi in tutto il mondo.

Una storia lunga 80 anni
Nel 2025 FAO ha toccato il traguardo degli 80 anni di attività. Infatti nel febbraio del 1945 ebbe luogo la prima sessione della neonata istituzione. Dopo essersi combattute in due terribili guerre mondiali, le nazioni volevano provare a lottare per ben più nobili scopi. Si cominciò studiando lo stato della nutrizione in 70 Paesi, dando così evidenza al diffuso problema della fame in molte aree del mondo. Nel 1949 la sede fu trasferita da Washington DC a Roma, dov’è tuttora. Ed è qui che l’ottantesimo compleanno è stato celebrato con la Prima Esposizione Universale. Oltre che festeggiare l’Organizzazione, l’obiettivo era esplorare le filiere dell’agricoltura, dell’orticoltura, dell’allevamento, della silvicoltura e della pesca. Da qui il titolo emblematico della rassegna “Dal Seme al Cibo”, per far conoscere al pubblico l’itinerario che gli alimenti percorrono dalla coltivazione sino alla tavola, attraverso vari passaggi. La filiera alimentare comincia con la ricerca scientifica, prosegue con il seme, quindi con il lavoro di agronomi, agricoltori, trasformatori, commercianti, distributori, rivenditori, fino ad arrivare ai consumatori. Grazie alla scienza e alla tecnologia, quindi all’innovazione, ma anche all’esperienza e al saper fare degli operatori, i sistemi agroalimentari in questi decenni si sono evoluti. Infatti è aumentata notevolmente la popolazione mondiale, da 2,5 miliardi del dopoguerra agli 8 attuali, con proiezione a 10 nel 2050; sono pertanto cambiate le esigenze dei consumatori, per la quantità ma anche per la qualità del cibo; inoltre è cresciuta la coscienza ambientalista e oggi si richiede di produrre di più con meno mezzi tecnici. Tra tutti questi paletti, l’agricoltura ha notevolmente aumentato il proprio potenziale produttivo e fornito cibo al pianeta. Nel prossimo futuro dovrà ulteriormente alzare la propria competitività. Una grande sfida.
Il ruolo fondamentale del seme
ISF-International Seed Federation e Assosementi, che raggruppa oltre 200 aziende sementiere e vivaistiche italiane, non potevano mancare all’appuntamento. “La sicurezza alimentare non può prescindere da sementi di qualità e dall’innovazione vegetale, strumenti essenziali per affrontare la crescente domanda di cibo delle popolazione mondiale“. Questo il messaggio lanciato del settore sementiero. Il seme, quale primo insostituibile anello di ogni filiera alimentare, è un elemento essenziale per assicurare cibo in quantità sufficiente. Un’agricoltura di qualità deve necessariamente partire da un seme di qualità, quale garanzia di rese elevate, ottimi valori nutrizionali e una tracciabilità garantita, come richiesto dai consumatori.
Il seme non è semplicemente un mezzo tecnico di coltivazione, ma un valore per tutta la società. L’evoluzione del settore sementiero, grazie soprattutto alla ricerca vegetale, solo dall’inizio di questo secolo ha permesso di incrementare di oltre il 20% le produzioni medie delle materie prime alimentari. Non solo, ha consentito di ottenere alimenti più sani e più nutrienti, con un progressivo minor utilizzo della chimica. Oggi però è necessario disporre di una ricerca avanzata e più adeguata alle nuove sfide, come sviluppare raccolti resilienti anche alle avversità climatiche sempre più frequenti. In questo senso, un contributo fondamentale potrà essere apportato dalle Tecniche di Evoluzione Assistita, per il cui utilizzo sembra si sia finalmente raggiunta un’intesa politica in seno all’Unione Europea.
Quindi l’Esposizione della FAO è stata l’occasione per ribadire un concetto fondamentale: il futuro della sicurezza alimentare parte dal seme.
Immagine di copertina: fonte FAO.
22/12/2025
Franco Brazzabeni
