CIMICE ASIATICA, UNA SPERANZA DAGLI USA

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La cimice asiatica, nome scientifico Halyomorpha halys, è un pentatomide originario dell’Asia, ma da qualche anno ben noto in molte parti del mondo, dagli USA all’Italia.
Questo insetto è conosciuto dagli agricoltori, per i gravi danni che provoca su molte specie coltivate, dalla soia alle piante da frutto, ma anche ai comuni cittadini le cui abitazioni sono state letteralmente invase da centinaia di esemplari.
Il vero problema però è rappresentato dal deficit produttivo causato a varie colture. Su kiwi, pesche, melo e pero sono state riscontrate perdite ritenute gravissime, mentre sulla soia i danni stimati arrivano al 50%.
La situazione è drammaticamente complicata dal fatto che la cimice asiatica non ha, al momento, nemici naturali o resistenza genetica, e i trattamenti insetticidi, oltre che costosi e con impatto sull’ambiente, hanno un’efficacia limitata per la mobilità dell’insetto. Inoltre non esistono prodotti autorizzati per la soia e altre erbacee, salvo casi eccezionali.
Sembra di trovarsi in un vicolo cieco, ma recentemente dagli Stati Uniti è arrivata una notizia incoraggiante.
Patricia Glynn Tillmann, entomologa presso U.S.D.A.-United Stated Department of Agricolture, da una serie di osservazioni compiute nel 2017 in vari siti di Georgia e Alabama, ha rilevato che una piccola vespa (è lunga 1,5 mm.) che ha l’abitudine di attaccare le uova di vari altri insetti, ha di fatto parassitato anche uova di Halyomorpha, rendendole quindi improduttive.
Le varie specie di vespa Trissolcus sono attratte e nutrite da piante di grano saraceno o da altre nettarifere, per cui secondo Tillmann la presenza di essenze di questo tipo nelle vicinanze degli appezzamenti coltivati può permettere alle piccole vespe di riprodursi, per poi migrare in estate sui campi coltivati per attaccare le uova di cimice.
La stessa tattica può essere adottata in vicinanza delle abitazioni.
Le ricerche proseguiranno in altri stati, ma sarebbe interessante acquisire maggiori conoscenze anche nei nostri areali interessati.
Di fatto, le specie di Trissolcus sono attive su Halyomorpha, bisogna capire come favorirne lo sviluppo e fino a che punto possono limitare la diffusione della cimice e rappresentare così una barriera biologica.

 

 

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