BIOCHAR E AGRICOLTURA, UN FUTURO DA SCRIVERE

Biochar e agricoltura: un binomio che guarda al futuro. Del tutto in sintonia con lo stato dei nostri suoli, l’esigenza di coltivare in modo sempre più sostenibile, la necessità di utilizzare risorse bio compatibili.

Biochar e Rovigo: un binomio che potrebbe consolidarsi nel prossimo futuro. Infatti vicino Rovigo sorge Reato Energie, uno dei tre produttori italiani di biochar, una vera eccellenza del settore. L’azienda produce energia da fonti rinnovabili, utilizzando attrezzature originali ideate, progettate e realizzate in buona parte dal proprio personale, in collaborazione con una società indiana leader del settore. Per questo lo si può considerare un impianto unico nel nostro paese. Queste innovazioni permettono di operare in modo assolutamente sostenibile. Infatti il sistema operativo è “carbon negative”, cioè ad impatto nullo per l’anidride carbonica emessa. La materia prima utilizzata è la legna, trattata attraverso un processo pirolitico (decomposizione termochimica ad alto calore con poco ossigeno). Si ottengono due prodotti: il syngas (o gas di sintesi), utilizzato per scopi energetici, e il biochar, un carbone vegetale ad elevato tenore di carbonio, proposto come ammendante per i terreni agricoli.

Di biochar si è parlato recentemente a Villanova del Ghebbo, presso Rovigo, sede di Reato Energie, in un incontro organizzato in collaborazione con l’ordine dei dottori agronomi e forestali e il collegio dei periti agrari, animato dalle relazioni del dott. Andrea Fasolo, agronomo e ricercatore con vari partner, tra cui l’Università di Padova, dell’agronomo Sebastiano Pavan e dell’ing. Pierluigi Reato.

Il suolo, un sistema ad alto rischio

Da tempo gli esperti hanno lanciato l’allarme: i suoli agrari sono sempre più in crisi. Una gran parte dei terreni agricoli del pianeta appare depauperata a causa di pratiche intensive e fattori ambientali, anomalie climatiche in primis. La spia di tale malessere è il drastico abbassamento del contenuto di carbonio, con rischio di desertificazione. Milioni di ettari in Europa presentano un contenuto inferiore a 2%, considerato una sorta di soglia di sicurezza. Si è stimato che solo negli ultimi 20-25 anni si sia perso lo 0,75% del carbonio organico totale del suolo. Le conseguenze sono un deterioramento della struttura dei terreni, con minore capacità di ritenzione idrica e depauperamento della biodiversità. In una parola, perdita della fertilità, il che significa minore produttività e sicurezza alimentare a rischio.

Le terapie esistono e sono sintetizzabili in una serie di pratiche di agricoltura integrata, dalle tecniche di precisione 4.0, alle tecniche di agricoltura rigenerativa, agli interventi biologici sul microbioma del suolo. Qui il biochar potrebbe giocare un ruolo fondamentale, insieme con altri strumenti.

Biochar, istruzioni per l’uso

Il biochar è un carbone vegetale, solido, poroso, di colore nero, ricchissimo di carbonio. Grazie alla sua capacità di imbibizione, può assorbire rapidamente acqua. L’effetto sul terreno è relativamente rapido e si manifesta in un notevole miglioramento delle qualità agronomiche. Il pH del terreno si incrementa, grazie alle sostanze basiche presenti, il che lo rende adatto anche nei terreni acidi. Il biochar migliora la struttura del terreno e le sue proprietà meccaniche, rimedio contro la siccità e la lisciviazione. Il risultato è un aumento della fertilità complessiva, che si traduce in un maggior sviluppo della biomassa con vantaggio per la biodiversità e il sequestro di carbonio.

Il biochar, dato il suo basso peso specifico, presenta qualche problema dal punto di vista logistico (costo del trasporto) e della distribuzione (polveri nell’aria). Per questo Reato Energie lo propone unito ad un compostato verde che ne facilita l’utilizzo e ne integra le proprietà ammendanti. Il prodotto ottenuto è Agrebioton®. Garantisce da un lato l’apporto di nutrienti e flora batterica umificante ad azione prolungata, dall’altro l’aumento significativo del carbonio organico nello strato coltivato superficiale del terreno. Non ultimo, si verifica il sequestro di CO2 dall’atmosfera, in misura di 3,3 kg. ogni 10 kg. di prodotto distribuito.

Il biochar è quindi disponibile, le sue caratteristiche e la sua azione ammendante nel terreno sono ben note. Quello che resta da scrivere è il marketing di questo prodotto, cioè le azioni tecniche, commerciali e operative per farlo conoscere, apprezzare e usare dagli agricoltori.

17/03/2026

Franco Brazzabeni