AGRICOLTURA UE: UNA RETROMARCIA PER AVANZARE

Si chiama Una visione per l’agricoltura e l’alimentazione-Modellare insieme un settore agricolo e agroalimentare attraente per le generazioni future. E’ il documento presentato dalla Commissione Europea lo scorso 19 febbraio. Rappresenta una pietra miliare per l’agroalimentare europeo da qui al 2040.

In pratica è un notevole passo indietro rispetto al Green Deal, presentato nel 2021 e subito oggetto di forti critiche da più parti. Per raggiungere un obiettivo sicuramente nobile, ottenere la neutralità climatica in Europa entro il 2050, la connessa strategia Farm to Fork prevedeva una serie di pesanti limiti per l’agricoltura. Da subito la gran parte degli addetti ai lavori ha espresso forti perplessità. Accanto ad una (molto) probabile sostenibilità ambientale, si temeva un concreto rischio di calo della produzione, con conseguenti effetti negativi, sia sulla sovranità alimentare, che sui redditi degli agricoltori e sui prezzi dei prodotti alimentari. Quindi, una (molto) dubbia sostenibilità economica. Questi argomenti, uniti al ventilato scandalo dei fondi UE che sarebbero stati utilizzati per finanziare alcune lobby verdi per la promozione del citato Green Deal, hanno portato la Commissione a rivedere i piani e, sostanzialmente, ad apportate significativi cambi di rotta.

Rendere l’agricoltura attraente per i giovani

Un’inversione epocale: l’agricoltura, da presunta nemica dell’ambiente, diventa “settore fondamentale per lo stile di vita europeo” e, insieme a quello alimentare, “settore strategico per la UE” e “fondamentale per l’economia”. Evidentemente ci si è accorti che l’agricoltura produce cibo sano per 450 milioni di cittadini europei, e che la sovranità alimentare, già enfatizzata da vari governi tra cui quello italiano, è di primaria importanza. Non solo: agricoltori (e pescatori) sono “custodi della natura” e “ricoprono un ruolo vitale nelle nostre vite”. Di qui la necessità di rendere il settore più attrattivo per i giovani, più remunerativo e meno burocraticizzato.

Competitività e sostenibilità

L’obiettivo è progettare e realizzare un sistema agroalimentare che sia sostenibile dal punto di vista economico, sociale e ambientale, in modo da garantire anche un ricambio generazionale, oggi lento e difficoltoso. Il documento afferma che “non saranno tollerate situazioni in cui gli agricoltori siano sistematicamente forzati a vendere sotto costo”. Pertanto, uno dei compiti essenziali della PAC dovrà essere il supporto dei redditi agricoli, come del resto previsto nel Trattato dell’Unione di 60 anni fa. Si prevede l’istituzione di un Osservatorio delle filiere (AFCO), con il compito di elaborare e pubblicare dati relativi alla formazione dei prezzi.

Particolare attenzione sarà prestata al sostegno alle esportazioni, argomento quanto mai delicato, alla luce delle guerre commerciali che la presidenza Trump sta attuando. La Commissione Europea pare finalmente consapevole dell’importanza della sovranità alimentare, oggi carente per alcune materie prime, vedi in particolare frumento duro, mais, soia. “Le dipendenze stanno diventando vulnerabilità”, come disse Draghi in un recente discorso. Anche le dipendenze di mezzi tecnici, carburanti e fertilizzanti su tutte, rappresentano un punto critico per l’Europa.

Il documento cita vari altri aspetti, dalla salute alla sicurezza del cibo, non tralasciando il benessere animale e altro ancora.

L’innovazione al centro

Resilienza, sostenibilità e attrattiva per i giovani agricoltori sono inevitabilmente legati all’innovazione. Allora avanti con le pratiche come agricoltura rigenerativa e di precisione, digitalizzazione, coltivazione biologica, agricoltura del carbonio e fonti energetiche rinnovabili. Per facilitare l’uso di queste tecniche la Commissione dovrà rendere efficiente l’uso di fondi pubblici per agevolare gli investimenti e semplificare i procedimenti attraverso una burocrazia più facile.

Innovazione e ricerca sono poste al “cuore dell’economia agroalimentare europea”. E’ evidenziata l’importanza delle nuove tecniche genetiche, dell’intelligenza artificiale in combinazione con Internet of Things e della biotecnologia.

Meno ideologia e demagogia, più obiettività: potrebbe essere il motto del nuovo corso in politica agricola. L’auspicio è che alle belle parole seguano i fatti. Qualcosa di importante si è mosso: recentemente il Comitato dei rappresentanti permanenti ha infatti approvato il mandato che consentirà finalmente di avviare il confronto con il Parlamento europeo sulle nuove TEA, riconoscendone il valore innovativo per un’agricoltura più sostenibile e competitiva. Un’altra possibile retromarcia riguarda i fitofarmaci: von der Layen ha annunciato che proporrà il ritiro della norma che ne prevede la riduzione del 50% entro il 2030.

24/03/2025

Franco Brazzabeni